Ospizio: esiste ancora? Cos’è e perché è visto negativamente


Dal punto di vista etimologico, la parola ospizio deriva dal latino hospitiu(m) che letteralmente significa ospite e che di per sé non ha alcuna accezione negativa. Negli ultimi anni, tuttavia, per via anche di molti articoli giornalistici denuncianti le cattive condizioni con cui venivano trattati gli anziani, si è diffusa un’accezione negativa del termine che di per sé sarebbe neutro.

 

Ospizio, insomma, altro non è che un sinonimo di casa di riposo ovvero un luogo in cui gli anziani soli vengono ospitati e accuditi. Un luogo in cui, in sostanza vengono accolte persone bisognose di assistenza che, generalmente ma non sempre, sono anziani.

Affidare i propri genitori anziani o i propri nonni alle cure di un ospizio non è dunque nulla di negativo come spesso si è portati inconsciamente e involontariamente a pensare. Sempre più spesso si preferisce però utilizzare altri temi considerati, solo per via della diversa denominazione, migliori ma in effetti sostanzialmente identici.

 

Fugato ogni dubbio dal punto di vista della terminologia, è bene eliminare anche ogni tipo di preconcetto circa la possibilità di affidare qualcuno alle cure di una struttura specializzata. Purtroppo non tutte le famiglie, la crisi di questi tempi, hanno casalinghe alle cui cure affidare gli anziani.

Spesso lavorano tutti i membri della famiglia e per chi resta vedovo o vedova la solitudine può giocare brutti scherzi, anche dal punto di vista dell’umore e della stabilità psicologica. Nelle case di riposo, invece, si vivono momenti di intensa convivialità, si sta insieme, si parla e si fanno molte attività che difficilmente potrebbero essere svolte in solitudine.

 

Chi vive solo per molti anni, del resto, spesso si fa prendere dalla pigrizia, si lascia andare e finisce per trascurare piccoli grandi disturbi. Certo, purtroppo gli ospizi da incubo, di cui spesso si sente parlare nei notiziari, esistono ma non per questo bisogna pensare che tutte le strutture per anziani siano da demonizzare.

Il passaparola corre veloce ed è praticamente impossibile che in una casa di riposo avvengano degli abusi senza che nessuno, prima o poi, se ne accorga e denunci quanto ha visto o sentito.

Inoltre, per fare una scelta ottimale, ci si può affidare ai racconti o ai consigli di chi ha già frequentato una determinata struttura e può descrivere con dovizia di particolari la propria esperienza.

 

Il personale è gentile? Quali attività vengono svolte? Gli ospiti migliorano o peggiorano dopo un periodo di permanenza? Raccontano entusiasti la loro quotidianità oppure si chiudono in se stessi? Sono tutti indici che possono far capire ai familiari se la permanenza in un ospizio sia in definitiva positiva o negativa per un anziano rimasto solo.

Il più delle volte i vantaggi sono incredibilmente maggiori rispetto alla scelta di assumere una badante in quanto in gruppo si possono condividere le proprie problematiche ed esternare piccoli disagi o afflizioni che, altrimenti, rimarrebbero inespressi.

La compagnia, o attività banali come giocare a carte o ballare, spesso hanno effetti importanti sull’umore e sui tempi di reazione a determinati disturbi o patologie che in solitudine rischiano di diventare fatali.


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